Dopo Altare, i Templari a Saliceto?
Sito di informazioni storiche militari e ricerche
Designed by Claudio Arena
Home
Storia
Archeo
Foto Sat
Armi
Copyright © 2004 by Claudio Arena   •   All Rights reserved   •   E-Mail: fortezzesavonesi@libero.it
Napoleone:
La Battataglia di Montenotte
Dego
Loano
Giovo Ligure
Metal Detector
--------------------
Difesa da costa
Fortificazioni dell'800'
--------------------
Fortificazioni dal XVI al XVIII sec
Dalla enciclopedia libera http://it.wikipedia.org/
Bafometto o Baphomet è il nome, ricorrente nella letteratura occultista del XIX secolo, di un idolo pagano della cui venerazione furono accusati i Cavalieri templari. Ne esistono varie descrizioni ed iconografie: un idolo con unteschio umano, una testa con due facce, un idolo-gatto e una testa barbuta. L etimologia del nome, controversa, è trattata in seguito.
Il termine ricorre per la prima volta nei verbali del processo contro i Cavalieri templari; durante la soppressione dell ordine fu sostenuto dall Inquisizione che i cavalieri usassero un Bafometto come parte delle loro cerimonie diiniziazione. Questo fatto, oltre ad altre asserzioni, fece sì che il loro Ordine religioso fosse accusato di eresia eidolatria.
Il nome fu poi ripreso, dal XIX secolo, dai sostenitori dell occultismo
Essendo un nome estorto sotto tortura durante gli interrogatori dei Templari, non si può escludere che possa essere stato originato semplicemente come un onomatopea o un errore di trascrizione dei verbali,[1] nei quali in effetti il termine ricorre per la prima volta; la presenza del baphomet fu utilizzata dagli inquisitori (istigati dal re di FranciaFilippo il Bello) per aggiungere l idolatria alle altre infamanti accuse nei confronti dell Ordine, allo scopo di distruggerlo.
Sull origine del misterioso termine sono, in ogni caso, state elaborate numerose teorie, nessuna delle quali provata:
§Una deformazione latinizzata di Mahomet, una versione medievale europea di Maometto, il nome del profeta dell Islam.[2]
§Idries Shah propose che Baphomet deriverebbe dal sostantivo arabo: ??? ???? , Abu fihama, con il significato di "padre dell ignoto", e associato con il sufismo.
§Eliphas Lévi propose che il termine fosse composto da una serie di abbreviazioni lette al contrario: "Tem. ohp. ab". che prendono origine dal latino Templi omnium hominum pacis abhas, con il significato di "padre della pace universale tra gli uomini". Una lettura alternativa potrebbe essere tem. o. h. p. ab. per templi omnium hominum pacis abbas. La traduzione in questo caso è abate del tempio della pace dell umanità, forse in riferimento ai Templari stessi.
§Dalle parole greche Baphe e Metis. Le due parole insieme significherebbero "battesimo di saggezza"[3], anche interpretabili come "tintura di saggezza" (cfr. Sebastiano B. Brocchi, "Il Baphomet - Tintura di Saggezza").
§Una corruzione del termine ebraico Behemoth[4] (letteralmente "Bestie", pluralis maiestatis di "behemah"), citata nel libro biblico di Giobbe (40:15) e di Ezra (6:49 e 6:51).
§Se tradotto secondo il cifrario di Atbash (scoperto dallo studioso Schonfield), l origine del termine sarebbe Sophia, la parola greca per Saggezza
Una più recente e conosciuta descrizione raffigura il Bafometto nella forma di un capro umanoide alato con seno e una torcia sulla testa tra le corna. Questa immagine proviene dall opera di Eliphas Lévi Dogme et rituel de la haute magie (Dogma e rituale dell alta magia) del 1855-56.
Il Bafometto, come suggerisce l illustrazione di Levi, è stato occasionalmente mal interpretato come sinonimo di Satana o come un demone, un membro della gerarchia dell Inferno. Nella testa del Bafometto di Levi era inscritto un pentacolo, che è un simbolo adottato dai fedeli della Wicca e da altri seguaci dell occultismo. Una testa di capro inscritta in un pentagramma invertito, è un simbolo occasionalmente adottato dai satanisti. La testa, le corna e la torcia insieme prendono la forma di un Fleur de lys



IL SIGNIFICATO ESOTERICO DELLA CROCE
Tratto da http://www.mitiemisteri.it
È un simbolo antichissimo e universale. La croce è costituita da due segmenti posti a 90 gradi, ad eccezione della croce di Sant Andrea che ha i segmenti uno inclinato a destra e l altro verso sinistra, simboleggianti l incontro di due fattori similari ma opposti nella loro azione. La figura originaria della croce è il cerchio, indicativo dell intero Universo, suddiviso nei suoi quattro quadranti, oppure il cerchio simboleggiante il sole, privato di parti della circonferenza, per suggerirne la dinamicità (la rotazione) e l emanazione di energia. È da questa seconda forma che prende origine la svastica, croce di origine indiana e diffusa nell antichità greco-romana. Rispetto ad una forma più primitiva essa porta ad una geometrizzazione lineare degli archi di circonferenza. La croce rientra in un simbolismo cosmico che mette in moto le valenze energetiche della Natura. I due segmenti rappresentano le polarità dell esistenza. Il segmento orizzontale rappresenta la polarità negativa, la materia, la superficie terrena che separa i due regni, quello infero da quello celeste ed ha una valenza passiva. Il segmento verticale, la polarità positiva, mette in comunicazione il mondo celeste con quello sotterraneo, perciò ha una valenza attiva collegando il basso con l alto. L attivo che attraversa il passivo si ricollega all idea di fecondità: Dio si unisce alla Natura per generare ciò che è. Infatti il punto d intersezione delle due braccia è il simbolo del Principio universale, dove gli opposti da antitetici diventano complementari, riducendosi armonicamente in unità: nell esoterismo islamico e in quello ebraico, esso è chiamato Shekinàh, Palazzo Santo, la dimora dell Uno che È. Importante è capire che l effettiva realizzazione della totalità dell essere, che è al di là di qualsiasi condizione, è precisamente ciò che la dottrina indù chiama Moksha (liberazione) e che l esoterismo definisce identità suprema. La croce può essere ricollegata all Albero della Vita, nella sua valenza attiva, rappresenta il microcosmo che rispecchia il Macrocosmo. La croce è un simbolo d origine precristiana, manifestatosi in numerose varianti. L Ankh,la croce ansata degli antichi Egizi, simboleggia la vita. La croce egizia riceve l energia superiore dalla divinità e la trasmette alla persona o entità alla quale viene conferita. La croce a forma di Tau, molto diffusa nell antichità fenicia e greca, e con cui più tardi i Druidi celtici rappresentavano il dio Hu, poi adottata da San Francesco. L origine del simbolo della croce è probabilmente duplice: da una parte nella protoforma del tau, essa poté derivare dalla stilizzazione delle corna del toro o dell ariete, gli animali simbolo della forza riproduttrice; dall altra dovette incorporare valenze astronomiche e naturalistiche diverse, dalla croce equinoziale al diagramma cruciforme della Qabbalah, che rappresenta l uomo. La croce celtica, detta anche druidica, rappresenta il più alto simbolo della conoscenza iniziatica degli antichi druidi, ed il massimo compendio della loro scienza simbolo contemplato dai Druidi come sigillo del Sapere e dei 4 elementi della natura che confluiscono al centro di un cerchio che è simbolo del quinto elemento, della quinta essenza. Si tratta di un classico pentacolo, agente attivamente in corrispondenza con il cosmo. Questo emblema cimrico è costruito sul rapporto sacro dei numeri. É anche una ruota solare o ruota di Luce. La croce rappresenta sia i quattro punti cardinali, sia le due vie sacre che ogni popolo o individuo può percorrere. I quattro punti cardinali rappresentano: l Est, dove sorge il sole, è il potere spirituale, la luce, la vita stessa e la conoscenza; il Sud, con i suoi venti caldi, la buona stagione, le cose che crescono; l Ovest il tramonto il buio i misteri ma anche la rinascita; il Nord il freddo, le prove materiali che ci temperano e migliorano. Le due linee che si incrociano e il loro punto di intersezione rappresenta l equilibrio. Le due vie sacre: quella orizzontale, percorribile materialmente e quella verticale, percorribile spiritualmente (che unisce la terra al cielo). La croce nel cerchio (croce indiana) unisce le due precedenti simbologie in un unico simbolo. Il simbolo della croce è ricollegabile al numero tre, un potente simbolo esoterico legato alla nascita-crescita-morte, uomo-donna-prole, ecc. che ritroviamo nell idea della fecondità simboleggiata dalla croce, ed esemplifica come le energie e le forme materiali si muovano spesso in un sistema binario o doppio, capace di generare una terza energia molto potente. La raffigurazione stilizzata di due persone di sesso diverso che si uniscono intimamente fra loro per dar vita a una nuova creatura, ci induce a riflettere su un altro significato della Croce, e cioè la risoluzione dialettica degli opposti (maschio/femmina; vita/morte; verticale/orizzontale; razionalità/intuizione, ecc.). Tali opposti sono le due braccia della croce, che venendo assorbite in un unico contesto, cioè la Croce stessa, appaiono non più antitetici, bensì complementari fra loro.

Ermete Trismegisto
Tratto da http://ethlinn-edhwenden.blogspot.com

è una figura nebulosa, paragonabile a Romolo e re Artù. Gli sono stati attribuiti molti meriti, ma l identità certa è tutt ora sconosciuta. Il nome non è casuale e richiama la divinità Ermes, dio dell eloquenza, collegandosi al Thot egizio. Quindi le origini di questo personaggio sono da ricercarsi nella cultura ellenica. Una cultura che fondeva elementi greci con quelli derivati dalle culture orientali, dando origine a diverse filosofie. Tra esse, la filosofia ermetica, che prende il nome proprio da Ermete Trismegisto.
Questo mago è dunque un sapiente, un conoscitore di verità e un maestro. E come molti dei saggi è visto come un semi dio, come un mediatore tra il divino e l umano, come infatti sono Ermes e Thot. Del resto, molti uomini sono stati divinizzati nel passato e molte divinità hanno subito il processo di evemerizzazione. Così nella cabala troviamo Ermete Trismegisto accanto a Mosè, descritto come un saggio dell Alto Egitto che conosceva lo stesso sapere del patriarca.
Questa è l ipotesi che ha avuto più diffusione durante il Medioevo e il Rinascimento. La dottrina di Ermete, l ermetismo, diventa la base dell alchimia occidentale e della cabala. In effetti l influsso cabalistico è evidente, così evidente da far pensare ad una possibile identificazione di qualche cabalista con la figura leggendaria di Ermete. Il Corpus Hermeticum, l opera per la quale è famoso il suddetto mago, sembra essere il frutto di una rielaborazione del sapere cabalistico trecentesco. Questa è la teoria del calvinista Isaac Casaubon, che ha sicuramente del vero considerando che l ermetismo si è diffuso nel Medioevo e si è ampiamente mischiato con la cabala e l alchimia. Tuttavia è indubbio che la filosofia ermetica ha una matrice gnostica e nasce in periodo ellenico, circa nel IV secolo d.C., parallelamente al diffondersi delle altre correnti filosofiche elleniche e delle religioni orientali. Il ritrovamento del Corpus Hermeticum nel codice Nag Hammadi è la prova dell origine gnostica e esoterica dell ermetismo. I culti misterici dell Egitto descritti da Giamblico ricordano molto le operazioni magiche contenute nell opera.
Il Corpus Hermeticum contiene 17 libri ed è diviso in due parti, il Pimandro e l Ascelpius. Di certo i vari scritti sono stati modificati dalle interpretazioni cristiane, ma il significato esoterico rimane e può essere visto come un segno dell origine comune di tutte le religioni. Del resto è proprio nella sfera mistica che si rivela la somiglianza dei vari culti. L attenzione alla sfera mistica era molto importante nell Alto Medioevo e si pensa che il corpus sia stato rielaborato per la prima volta da Michele Psello nel 1050. Ma sicuramente più incisivo è stato l intervento di Marsilio Ficino, neoplatonico umanista, che tradusse il Pimandro per Cosimo dei Medici nel 1463. Egli faceva risalire il sapere ermetico ai culti misterici e alla filosofia platonica. Analizzando il Pimandro, ci si accorge subito che questo è evidente.
Nel Pimandro è spiegata la natura di Dio, che è il bene sommo, il suo essere infinitamente superiore all uomo e la possibilità di raggiungerlo con il sapere. Il sapere è quello magico dell ermetismo, della cabala e dell alchimia. Attraverso formule e elementi naturali l uomo può innalzare la propria anima, gradualmente, al piano divino. Ma può anche esercitare il suo volere sulla natura e chiamare gli esseri spirituali. Nell Asclepius si approfondisce proprio questo aspetto del sapere ermetico, un aspetto che sembra contrastare gli scopi benefici della magia riportati nel Pimandro. Si parla della telestikè, l arte di imprigionare demoni e angeli in manufatti per animarli, una pratica molto conosciuta e praticata in Egitto e negli stessi culti misterici orientali. Tuttavia non si assiste mai ad un giudizio positivo o negativo. La magia ermetica è ambigua, può essere tanto buona quanto malvagia. Così come l alchimista può creare nuove forme dalla materia o distruggerla e il cabalista può seguire il sentiero delle sephiroth o delle qlipoth.