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Articolo della rivista archeoblog.net
martedì 27 mar 2007
Scoperti i resti delle mura di un castrum
[Savona] – Riportiamo questo interessante articolo:
Il redattore del sito internet http://www.fortezzesavonesi.com, Arena Claudio, fa presente che, durante una serie di ricerche storiche e topografiche, con l’intento di trovare spunti per il sistema difensivo di altura di Savona; individuava due importanti aree strategiche e di assoluto interesse storico, collocate nel nostro entroterra Savonese. Il primo ritrovamento ubicato in altura, è nelle vicinanze della Zona di Santuario, e si tratta precisamente di un Castrum d’Altura . Questo importante Castrum (castellaro) scoperto, è una struttura edificata in pietra a secco, utilizzabile sia per usi abitativi, che militari. E’ ben mimetizzato e perfettamente occultato dalla vegetazione circostante. Del tutto simile alle altre colline, risultava anche per la presenza di rovi, di difficile individuazione. La costruzione è eretta con un efficiente sistema difensivo fortificato, che permetteva di respingere efficacemente le ondate di estranei, quali gli arabi, celti e romani, ma facilmente capitava anche, che fossero gli invasori, dopo averlo conquistato a riutilizzarlo. Si tratta di una fortificazione d’altura, organizzata con un muraglione in pietra a secco, avente un’ampia superficie di forma ellittica. Si ritiene che questo Castrum, come i pochi già scoperti in Liguria, venne eretto, non solo a difesa di villaggi vicini, ma anche per la difesa del passaggio obbligato che partiva dal mare verso l’ Appennino e opportunamente in oltre, si ritiene che il passaggio che qui transita, sia una scorciatoia che permetteva di giungere verso Cadibona permettendo così di congiungersi con l’ antica via romana Iulia Augusta, che regolarmente partiva da Quiliano (Val Quazzola) per giungere in Piemonte.
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Foto sotto: Alcuni reperti in ceramica, censiti e consegnati alla Soprintendenza di Genova

L’area rinvenuta ha un’ estensione di circa 600mq, di cui solo la parte muragliata ha una lunghezza di 40 metri e una larghezza di 14. La struttura era in grado di ospitare al suo interno capanne in legno e paglia, e vi è la possibilità concreta che al suo interno, su lato Nord-Est, vi era edificata una torre di forma quadra. Questo Catrum scoperto, come già altri identificati in Liguria, si presenta con un vicino insediamento roccioso, nonché un ripido scoscendimento, che lo fanno difficilmente attaccabile. Attualmente è difficile dare una datazione precisa del sito, anche se sono stati rinvenuti, frammenti di ceramica protostoriche e romana, e successivamente durante ricerche bibliografiche, estese all’estero, è stato rinvenuto un riferimento che riferisce ad insediamento di Saraceno risalente ai primi annidel 900 d.c; confermando l’importanza della scoperta. Sul posto è stata fatta una provvisoria planimetria e mappatura e il tutto immediatamente consegna dalla Soprintendenza Archeologica della Liguria, con sede a Genova, che decideva di congelare l’area e dichiararla “zona Archeologica”. Altro insediamento scoperto, e di sicuro interesse storico, classificabile nell’età del ferro, è stato rinvenuto nel comune di Bergeggi. E’ un sito anch’esso edificato con pietrame a secco, ed avente forma ovoidale ha una lunghezza di circa 25 metri. Collocato in zona decisamente strategica con vista panoramica a 360°. Anche quest’altro sito, è stato denunciato dallo scopritore alla Soprintendenza Archeologica della Liguria, che ritenuta l’importanza, deciderà al quanto prima, di effettuare ricerche approfondite sulla natura dell’insediamento.
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Foto eclusive del ritrovamento dei Cannoni del Priamar



ARTICOLO N° 43294 DEL 09 DICEMBRE 2008 DELLE ORE 12:04 da IVG.it
Fortezza del Priamar: il cannone torna in batteria
Savanna. L’antico cannone del Priamar, per anni adagiato al suolo come dimenticato, è tornato al suo posto. Installato su una base di supporto, ora punta in direzione monte. Ne è soddisfatto Claudio Arena, che con meticolosa pazienza e perizia si occupa delle fortificazioni storiche della provincia di Savona per sottrarle all’incuria e riportarle all’attenzione generale. “Finalmente sembra che qualcosa si muova, o meglio che il Comune di Savona e la Sovraintendenza di Genova abbiano iniziato a prendersi cura dei nostri beni” osserva. “Ho notato – aggiunge – che anche i cannoni da me precedentemente rinvenuti in stato di abbandono, all’interno di una galleria inutilizzata, stanno probabilmente per essere rimessi in ordine. Infatti è stata fatta una bonifica degli escrementi depositati e sono state rimosse le innumerevoli casse che li occultavano. Sarà un buon segno?”.
Il ricercatore savonese ha individuato ormai da tempo ben 11 cannoni (probabilmente risalenti al XVI o XVII secolo) occultati e poi dimenticati all’interno del porto di Savona, dietro ad alcuni bancali, posizionati all’interno di una vecchia galleria. I cultori della materia sono concordi che sarebbero da ricollocare immediatamente nella loro posizione originale, cioè in batteria sul Priamar. “E’ giunto il momento di dar storia e rinascita a questi obici, che con molta probabilità possono fare della fortezza Priamar uno degli arsenali più completi d’Italia. I cannoni sono lunghi d’affusto 230 cm, con circonferenza di 146 nella parte verso la culatta, mentre la bocca di fuoco della canna liscia misura ben 12 cm” sottolinea Claudio Arena.
Così era prima
Così è ora dopo le mie battaglie
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