Il Forte (1885) prende il nome dal monte Ciuto ed è situato a 420 metri dal livello del mare. E’ raggiungibile percorrendo da zona mongrifone, via alla Strà direzione Conca Verde, oppure dalla zona Legino, percorrendo via Madonna del Monte.

Il Forte Ciuto fu eretto in posizione d’estrema importanza, con l’intento strategico di dominare il declivio di Cadibona, fino al versante mare di Savona e Vado Ligure. Posizionato al mezzo delle valli che discendono verso i forti Madonna del Monte e N.S. degli Angeli, favorendo a questi anche una totale protezione a monte. La fortezza è stata ricavata sfruttando al massimo la conformità del terreno circostante, e si noterà subito che è stata quasi totalmente costruita mimitizzandola nel terreno, svuotando l’interno della cima del monte stesso. E’ una fortezza di grande imponenza, d’ampia metratura calpestabile e con lunghe mura perimetrali; costruito con volte a prova di bomba

All’ingresso principale si arriva percorrendo dalla sommità della strada asfaltata, il vecchio tragitto militare, che ha inizio con una vistosa rampa di lastre. La breve salita a serpentina termina d’innanzi a due piloni con incastonati semplici capitelli. Sul fianco alto delle postazioni in barbetta, si giunge alle postazioni delle batterie corazzate. Postazioni in pozzo a cupola circolare per cannoni da 120 A. dirette all’insenatura di Vado/Savona. Vedi anche foto cannoni nella sez. Armi

Le cupole corazzate era formate da pozzi circolari, distanti tra loro una decina metri. (vedi foto) Questa scelta non era dettata solo per questioni tecniche e riguardanti il movimento dei pezzi, ma anche perché, se colpite al centro da una bomba, non sarebbero state danneggiate entrambe .Tra un pozzo e l’altro erano alloggiate nei locali interrati, le riservette delle munizioni dei pezzi.

Foto: Percorrendo il corridoio interrato, si trovano le Riservette (Locale destinato alla conservazione di munizioni e proiettili) e svoltado sia a sinistra che a destra, ci si trova all’interno delle cupole corazzate.

Poco distante, sopra le mura perimetrali, esposte in direzione occidente, si trovano i resti di due secondarie postazioni a pozzo per torrette da 57 mm, in cupola a scomparsa, fatte in calcestruzzo e mattoni. Le postazioni ti tiro sono unite da camminamenti scavati dentro il terreno per congiungere fra loro le varie difese e per non esporre l’artigliere al tiro nemico.

L’accesso a questi passaggi sotterranei avviene esclusivamente tramite ingressi siti nella parte interna del forte.

Due sono adiacenti ai confini delle mura perimetrali e un’ altro posto vicino alla galleria d’ingresso. Entrambi i passaggi sono ben nascosti e ora anche ricoperti da folti rovi.

Qui di seguito, si può vedere la bellissima antica fotografia, concessami dall’amico Stefano Finauri. In Primo, la foto che ho scattato recentemente, posizionandomi nella stessa prospettiva.

Si può notare che l’obice si trova in “Barbetta”.  Precisamente, un terrapieno ben elevato, da portare la volata del pezzo a superare il parapetto. Questo terreno deve però avere una superficie tale che: 1° Il pezzo possa liberamente muoversi per cambiare la direzione di  tiro 2° che dia lo spazio necessario per il rinculo del pezzo.

Questa superficie, in gergo si chiama, piazzola. In oltre, secondo la loro ampiezza, le barbette devono avere una o più rampe per poter facilmente condurvi e ritirare i pezzi.

Altro aspetto veramente apprezzabile di quest’opera edile è il lungo muro perimetrale che si affaccia alla panoramica di Savona. Vera opera d’abilità e strategia.

 Vista del lungo muro perimetrale e della parte corazzata. 

 Nella Sezione Foto, si trovano tante altre immagini del Forte Ciuto

 

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