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Difesa da Costa

1882 Il Generale di Stato Maggiore, Agostino Ricci, (allora colonnello), riferendosi alla situazione difensiva delle coste Liguri richiamava l’attenzione del Governo con il desiderio di rimediare al sistema difensivo costiero, in concreto nullo e totalmente scoperto..Esso, si proponeva nella risoluzione del problema difensivo di Savona e Vado Ligure sia per la parte costiera che per quella montana con opere di sbarramento. Insistette soprattutto per ricorrere a rimedi difensivi nella rada di Vado, poiché poteva essere un punto d’approdo strategico e d’agevolezza allo sbarco del nemico, ma non da meno per la poca distanza con il tratto appenninico e dell’importanza strategica della linea Savona – Carcare e le diramazioni Carcare – Acqui e Carcare – Montezemolo.

Il Generale A.Ricci riuscì nel suo intento, così il 24.Novembre 1881 il Comitato di Stato Maggiore approvando il piano per le opere difensive per la Piazza di Savona e Vado Ligure, diede inizio all’attuazione dei progetti. Le opere approvate erano così singolarmente definite:

Batterie in barbetta, caserme, forti, opere di sbarramento, depositi e strade militari, il tutto nel tratto compreso tra Genova e Savona, Vado Ligure.

A rinforzo di queste opere furono conseguentemente costruiti i Forti: Nostra Signora degli Angeli, Madonna del Monte e Forte Ciuto e la rimessa in manutenzione del Forte Sant’ Elena e Forte San Giacomo. Le fortezze furono armate, e in loco vi fu aggregata la compagnia del 26° Rgt d’artiglieria, appartenenti alla piazza di Genova, con i compiti ministeriali previsti e impartiti.

Nel 1892 con l’aggiunta d’altri uomini, si costituirono due compagnie di soldati, dando origine alla 4.a brigata del 26° artiglieria da costa.

Collage Difesa da Costa1

 

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