RITROVATI I CANNONI DEL PRIAMAR

QUANTO LA VERITA’ FA MALE

Sono sempre molteplici le persone, che giornalmente mi scrivono mail, tramite il mio sito internet www.fortezzesavonesi.com, esprimendo pareri, consigli, opinioni e denuncie di degrado. Ovviamente denuncie rivolte alle tematiche storiche nonché monumentali di Savona. Persone che vorrebbero giustamente vedere pulizia e bonifiche intorno e dentro alle molteplici nostre fortificazioni.

Fortezze abbandonate dal tempo ma anche dagli scritti caratteristici e concreti, inesistenti o scarsamente accennati nel nostro comune. Infatti ecco che tutto il materiale da me raccolto in diverse città e archivi storici oggi è online, per tutti gli appassionati e non. Sito nato solo per la passione e senza nessun ricavato, senza lucro.

 Ma, in questi anni, ci sono state anche persone, che mi chiedevano che fine mai avessero fatto i cannoni del Priamar. Ecco che con questi quesiti, mi tornò in mente che ancor prima di far nascere il sito internet avevo scoperto dove questi fossero.

 Così ultimamente, mi sono dedicato a questo argomento, mettendo online la seguente domanda: “ Che fine hanno fatto i cannoni del Priamar?” e sondare alcuni pareri pervenuti. Di certo tutti concordi nel dire che se ci fossero realmente, sarebbero da riposizionare immediatamente nella loro posizione originale; cioè in batteria sul Priamar.

 Pertanto ecco che faccio riemergere con il mio entusiasmo di ricercatore ben 11 cannoni; nascosti o forse occultati e poi dimenticati all’ interno del porto di Savona, dietro a molteplici bancali, posizionati all’interno di una vecchia galleria.

Cannoni trascurati ingloriosamente dal tempo e ingiustificatamente inutilizzati, a parte il dire di qualche intervistato, che opinava che tali armamenti fossero stati anche utilizzati, per l’ancoraggio in banchina di imbarcazioni. Onestamente e sentimentalmente spero che non sia stato così. Ma ora è giunto il momento di dar storia e rinascita a questi obici, che con molta probabilità, possono fare della fortezza Priamar, uno degli arsenali più completi numerosi d’Italia.

 I cannoni sono lunghi d’affusto 260 cm, con circonferenza di 146 nella parte verso la culatta; mentre la bocca di fuoco della canna liscia, misura ben 12 cm. E’ probabile che questi cannoni siano del secolo XVII o XVI, ma meglio sarebbe una precisa indicazione da parte di un armiere o studioso specifico in materia.

 

Voglio con l’occasione ricordare anche un’ antica leggenda, che mai fino ad ora ha trovato riscontri: Si dice che i Genovesi per dominare,spaventare e sottomettere i Savonesi, avessero messo verso la fine del XVI secolo, i cannoni posizionati sulla città; ma nulla mai è stato provato e ha ritrovato riscontri. Ma vista però la coincidenza, di questi 11 cannoni, ora riemersi, con le 11 postazioni della fortezza Priamr, dal Bastione dell’Angelo al Bastione San Carlo  in direzione piazza del Brandale e vecchia città, che questa leggenda ora non diventi storia.

 

 

Questa mattina del 15 giugno 2007, ho letto come molti l’articolo che attendevo e riportato sul quotidiano La Stampa. In primo comunque voglio ringrazie la redazione, che comunque ha ospitato questo spazio di interesse comune, e giustifico anche la loro attenzione nel non infierire per riuscire ad avere sempre un buon rapporto di pubbliche relazioni con gli enti. Ma per me, come redattore di questo libero sito internet, come ricercatore e appassionato, non è così. Crearmi delle inimicizie , ma dire la verità, non è un problema, a costo di fare il Don Chisciotte contro i mulini a vento.

 

Infatti il tenore della pubblicazione non rispecchia affatto il mio stato d’amino ne l’esattezza di notizia. Troppo buonismo che dovrebbe così mettere d’accordo tutto e tutti, quindi far ricadere pian piano tutto nel dimenticatoio.

 

Infatti si legge, “che fine hanno fatto i cannoni che erano alla bitta?” Quanto in realtà si sarebbe dovuto dire, Che fine hanno fatto i cannoni del Priamar (perché questo è il protagonista) o forse magari chiedersi del perché furono usati per ancorare le imbarcazioni, visto che sono reperti archeologici?!! Ovviamente tema scottante e polemizzante.

 

Ma ancora… leggo, “conservati con cura e al riparo “!

AMICI, Credo sinceramente che si esageri! Perché non è affatto così, come non è che un certo Claudio Arena (il sottoscritto) casualmente dice: “Sono li in porto per chi non lo sapesse”.-

 

  • I cannoni sono in pessimo stato, ammassati e insudiciati anche da escrementi.
  • non sono affatto ben custoditi e soprattutto come da foto esclusiva che vi allego, usati ancora per ancoraggio; ma questa volta anche se non per bitta, per dei pesantissimi tendono in gomma, che chiudono il passaggio ad una galleria.
  • Credo che sia giunto il momento di farla finita e di smettere di far finta di nulla lasciando degradare tutto, quel che è di storico e monumentale nella nostra città di Savona.
  • Bisogna rimboccarsi le maniche e prendersi le giuste responsabilità. I cannoni devono essere presi in considerazione e rimessi al loro posto.

    Sono anche disposto tramite il sito a fare una raccolta di mail, delle persone che la pensano come me.

    A questo proposito vorrei invece elogiare il Sindaco di Vado Ligure Carlo Giacobbe, che ha rimosso appositamente il cannone, posto sull’aurelia, per poterlo fare restaurare e quindi riposizionarlo a favore di tutti i bambini e genitori che giornalmente si mettono in posa per farsi fotografare come ricordo e ricordo storico.

    Il Redattore di fortezzesavonesi

    Claudio Arena

    Così vengono tenuti i cannoni

    Nessun alibi per favore !!!

    NOTIZIA TRATTATA DA

    IVG.IT

    Curiosità dal link : http://www.francobampi.it/liguria/savona/punta_sul_mare.htm

    Il cannone punta sul mare

    di Alberto Parodi

     

    SAVONA - «Ingegnere, faccia acquistare un nuovo piedistallo per quel cannone, che non deve più essere puntato sulla città, ma verso Genova». Così il sindaco Carlo Ruggeri si è rivolto al direttore dei lavori di ristrutturazione alla fortezza del Priamar, in vista dell'inaugurazione ufficiale dei primi di luglio, dopo anni di restauri e di fallimenti delle imprese che se ne erano occupati.

    La fortezza, da sempre segno del dominio di Genova su Savona, era stata eretta dai genovesi in segno di supremazia sulla città, testimoniata dalle feritoie che ospitavano i cannoni rivolti verso Savona, in funzione di controllo. Di quegli antichi cannoni, dal riconosciuto valore archeologico, ne è rimasto uno, abbandonato a se stesso. «Non fa una bella figura lasciato in quello stato», ha detto il sindaco durante il sopralluogo. Poi la battuta sul puntamento, subito corretta: «Forse è meglio verso il mare, di certo non più contro Savona». Per il resto si lavora sui 65.000 metri quadrati della fortezza: giardini, cunicoli, mura, spalti, anfiteatri. Ripuliti e messi a disposizione dei cittadini, per passeggiate e mostre, che saranno ospitate nei due palazzi, rimessi a nuovo, della Sibilla e del Commissario. La prima mostra sarà quella delle Confraternite. A luglio, poi, il Comune allestirà concerti e spettacoli di teatro, con punti di ristoro, ristoranti, bar ed enoteche.

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    IL CANNONE OGGI

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