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La Repubblica di Genova, dovendo attuare un piano difensivo che mirava alla fortificazione dei punti strategici della riviera, imposto dalle guerre di predominio in Italia, ordinò e riuscì dopo duri anni di lotte con Savona, nell’intento. La città crollò in modo definitivo sotto l’autoritŕ genovese e nel 1542 iniziň la costruzione a Savona di una grande e sicura fortezza. Si decise per motivi strategici, (infatti, ritenuta indifendibile e malsicura) di utilizzare il colle chiamato Priamar. Ciò comportò la demolizione di diverse torri e del convento di San Domenico il Vecchio. Abbattute anche le antiche costruzioni della cittadella e d’altri edifici religiosi, che caddero alle decisioni della Repubblica Genovese. Si decise anche l’interramento del porto e alla demolizione di una vasta parte intorno alla rocca perché vi era la necessità di un'ampia zona libera e non edificata, a scopo difensivo.
La fortificazione fu disegnata e progettata dall'ing. Gian Maria Olgiato, mentre i lavori furono diretti dall’ing. Andrea Usodimare e Stefano Negro, la fortezza fu giustamente considerata la più rilevante opera militare nel dominio della Repubblica Genovese e sovrastante tutte le altre in riviera. Le spese per la costruzione della fortezza furono a carico del comune, come già lo erano state quelle per la demolizione delle precedenti mura e per l’interramento del porto.
Per dovere di descrizione, bisogna ricordare che antecedentemente al Priamar esisteva il Castello di Santa Maria, oggi Palazzo della Loggia e inglobato nella nuova fortezza. Unico superstite, giacché il Castello di San Giorgio andň alla distruzione totale a causa di un’imponente esplosione avvenuta nella polveriera. Si narra che nel 1648, scoppiarono piů di mille barili di polvere e ciò costò la distruzione di centinaia di case, la vita di oltre 800 persone e migliaia di feriti.
Nel 1683 furono costruite nuove fortificazioni sul Priamar e si dovettero abbattere altre 60 abitazioni e vi furono ulteriori ingenti spese.
Nei primi decenni del 1800, la fortezza ospitň forzati impiegati nei lavori d’edilizia portuale e successivamente nel 1850 divenne Reclusorio Militare fino ai primi anni del 900. Allora il principale tra gli stabilimenti penali del Regno. In questo periodo, dal l° Novembre 1830 al Febbraio 1831, nella fortezza vi fu rinchiuso agli arresti Giuseppe Mazzini e durante la sua reclusione concepisce la “Giovane Italia”.
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