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Il forte San Giacomo, appartenente alla Piazza di Vado Ligure, E’ stato eretto dalla Repubblica di Genova nel 1618 con il nome, forte San Lorenzo. Nel 1658 fu demolito, e da queste rovine, successivamente nasce l’attuale fortezza.

Dal 1757, Genova, dovendo ripristinare e delineare nuove linee di difesa, per la costa di ponente, diede autorità  al Maresciallo di campo, della truppa della Repubblica Antonio Federico Flobert, con l’incarico di provvedere alle disposizioni impartite.

Il Flobert per prima cosa, incarica ad eseguire la pianta della fortezza, all’Ing. Policardi. Finita la planimetria, dal 6 giugno, iniziarono definitivamente i primi lavori.

Verso la fine del mese, è già  dissotterrata la parte precedentemente demolita e comprendente; due cisterne, i sotterranei, la cortina verso il mare, la piazza interna del forte e i pilastri che reggevano la volta della batteria. Immediatamente dopo furono riportate alla luce, le mura di levante e ponente e verso la montagna.

Fu ricostruita la muraglia che reggeva la piattaforma principale e la scala per la piazza d’armi, nel mezzo del forte. Furono riedificati i quartieri superiori per i soldati e si completava la batteria per i cannoni. Il Maresciallo di campo Flobert, costretto ad usare materiali economici, come: calcina, legnami, pietre, incominciò ad avvisare i primi problemi edili.

Infiltrazioni d’acqua e l’umidità  eccessiva che si veniva a creare, diede origine ad alcune frane, soprattutto sulla parte stradale d’accesso al forte. Il quel periodo, il Matteo Vinzoni, altro noto ingegnere e cartografo, definì il Flobert “ poco buono ingegnere”. Sparsa la voce e costatando la male riuscita attività  edilizia, dal 1758, l’impresa passa di mano al Colonnello Ingegnere Decotte, il quale ribattezzà il forte come San Giacomo.

Il Colonnello evidenziò subito, che il peggior difetto, era localizzabile nella posizione strategica, poichè anche se ben disposta verso il mare, la fortezza era debole e scoperta alle spalle, sul promontorio. Si pensò a ristabilire anche il demolito Santo Stefano superiore per utilizzarlo a copertura del sottostante San Giacomo. Il Decotte fece costruire sul posto, per i lavori da eseguire, un forno per la fabbricazione dei mattoni e dei pozzi per l’acqua. In cima al colle, una vecchia cappella, fu adattata per magazzino utensile e attrezzi da lavoro e per la custodia delle carte e mappe utilizzate allo scopo. Successivamente, si decise di costruire una muraglia, al fine di collegare le due fortezze, la superiore e la sottostante, tanto che la fortezza prese effettivamente un aspetto autorevole e sicuro. Nota; da alcuni vecchi incartamenti emerge che le fortezze non erano solo collegate da un muraglione per scopi difensivi, ma anche da un passaggio che probabilmente in parte era sotterraneo. A conferma di quanto, emerge da altre carte, che il passaggio fu successivamente riaperto dai francesi che, finito l’utilizzo probabilmente loro stessi lo richiusero.

Affreschi

Paticolare degli affreschi del Forte S.Giacomo

Particolari

Particolari dei capitelli.

 

 

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