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Percorso: si arriva percorrendo la strada di Bergeggi, passando al sopra al campo sportivo da calcio, o percorrendo la strada di san Genesio. La sommità è facilmente individuabile, perché oggi è soprattutto meta di numerosi appassionati di deltaplano.
Il Forte fu edificato sulla cima del monte chiamato appunto Sant' Elena, tra i confini montuosi di Vado Ligure e Bergeggi. Situato sopra il demolito forte Santo Stefano. Sciaguratamente di questa medioevale fortezza non rimane più nulla. Oggi s’intravedono solo i detriti e i resti d’antiche pietre e mattoni, sparsi in tutta l'area interessata. Malauguratamente questo forte è ricordato soprattutto per la triste cronaca avvenuta nel 25 Ottobre 1921.
Esattamente tutto accadde intorno alle ore 22.00. Il paese di Bergeggi e di Vado Ligure, ma anche di Spotorno, Noli e Savona; ne hanno triste ricordo. Quella tarda sera, furono tutti attratti dalla terribile esplosione che distrusse il Forte. I fatti descritti, narrano che alcuni focolai divampavano in cima al monte. Alcune persone, già precedentemente, notarono con stupore e allarmismo i focolai che fiammeggiavano in prossimità della fortezza e presumibilmente le notarono anche i sette artiglieri che quel giorno prestavano servizio al forte.
Altre testimonianze dell’epoca, rivelano che questo tipo di pericolo era già stato avvertito più volte, anche nei pressi dei forti di Madonna degli Angeli, Nostra Signora del Monte e il Ciuto; tanto che si chiese alle autorità locali di provvedere con misure preventive, alla tutela delle persone, chiedendo di spostare i depositi di polvere da sparo. Resta che quella notte, il fuoco avanzò troppo al presidio militare del Sant' Elena. Esplosero 18 tonnellate di polvere da sparo e dinamite che erano conservate in due casermette inglobate internamente al forte. Si precisa che la polveriera vera e propria, in pratica il deposito maggiore, per fortuna, era custodito ad una profondità di 11 metri, ricavata nel sottosuolo internamente alle mura. Alle ore 22.00, quella sera, il cielo e i paesi vicini s’illuminarono e il tremendo boato, come quello di mille cannoni, fu sentito sino a Genova. Il quotidiano La Stampa dell’epoca, riportava quanto segue:
" La prima impressione degli abitanti della regione, fu che si trattasse di una scossa di terremoto e nella tema che essa si ripetesse le case furono abbandonate. Tutti gridarono in preda al terrore, si riversarono per le strade. Fu una confusione indescrivibile. La gente si rese conto dei fatti: comprese che si trattava di un’esplosione al Forte Sant' Elena. "
Volarono pezzi interi di muro, mattoni e ferro incandescente. Per dare un’idea della potenza e devastazione, basti pensare che nella spiaggia sottostante fu ritrovata la pesante piattaforma di un cannone, (verosimilmente appartenente ad un 280 C). La fortezza era armata in quel periodo, con una batteria a sei pezzi e in oltre contava su una stazione telegoniometrica che dava sul declivio nord del colle stesso. La cupola corazzata del peso di più quintali, fu rinvenuta in mezzo ad una strada di Bergeggi, mentre un macigno sfondò il tetto della chiesa dello stesso paese. Rimase uccisa una contadina che si trovava a Spotorno e nel versante opposto, a sette chilometri di distanza dal forte, nel paese di Zinola, due guardi daziarie rimasero ferite.Bergeggi in quegli anni contava circa 800 abitanti, il paese rimase colpito duramente. Centinaia di case furono danneggiate, tetti sfondati, ville distrutte e molte abitazioni presero fuoco a causa dei materiali incandescenti che piovvero dal cielo. Per tutta la notte, i volontari accorsi sul posto, prestarono aiuto alle squadre d’emergenza, e militari inviati sul posto aiutarono con soccorsi e mezzi. Molti feriti furono estratti dalle macerie, altri furono trovati in stato confusionale vagare sulle strade. Si trovarono anche morti sulle campagne circostanti; furono trovati uccisi anche molti bovini. Il Monte Sant' Elena e le vicinanze, appariva tutto bruciato, brullo e tristemente desolante. Passata la notte si contarono più di 250 feriti di cui 120 gravi, divisi tra Spotorno, Noli, Finale, Savona. Un uomo perse gli occhi e a due altre, si pensò seriamente di amputare le braccia. I morti furono 18, ma a questa cifra vanno aggiunti i sette militari che prestavano vigilanza alla fortezza. Questo è tutto quello che rimane oggi del Forte Sant' Elena, ma va anche detto che probabilmente nel sottosuolo, immerse tra i rovi o più in profondità, scavando, si possa ancora trovare parte delle mura e stanze che custodivano a circa 11 metri la polveriera centrale.
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